SCHIUMOGENI ALLA CLARA E BUONA: LE DECISIONI DELL'OSSERVATORIO AMBIENTALE

Dai controlli che Arpa Piemonte ha effettuato il 9 marzo nel deposito di Cascina Clara e Buona di Alessandria è emerso che 1 dei 5 campioni analizzati di materiale da scavo proveniente dai cantieri di Moriassi e Radimero (comuni di Serravalle Scrivia e Arquata Scrivia) non è risultato conforme per quanto riguarda la soglia di riferimento dei tensioattivi, stabilita dall’Istituto Mario Negri. Il superamento rilevato da Arpa Piemonte della soglia di riferimento di 100 mg/kg del parametro tensioattivi anionici è stato pari a 94 mg/kg in un campione, mentre tutti gli altri sono risultati conformi. 

A seguito di questa segnalazione Cociv ha sospeso immediatamente i conferimenti e la questione è stata affrontate nella seduta dell'Osservatorio Ambientale del 19 aprile, che ha analizzato la proposta operativa presentata dal Cociv per gestire questa ed eventuali future criticità. La proposta, che è stata approvata nelle sue linee generali, prevede diverse disposizioni; anzitutto quella di realizzare ulteriori analisi su quegli stessi campioni, che saranno svolte in contraddittorio tra Cociv e Arpa Piemonte e a seguito di un sopralluogo congiunto; nel frattempo, e fino a che non sarà accertata la causa che ha provocato la non conformità del campione analizzato, i conferimenti potranno riprendere ma saranno adottate specifiche cautele nella gestione delle terre contenenti schiumogeni: l'area del deposito dove è stato rinvenuto il campione non conforme sarà delimitata (per una superficie di 100 metri quadrati) e un'ulteriore area più vasta intorno, di 4.800 metri quadrati, non ospiterà i nuovi conferimenti, che saranno invece localizzati negli altri settori dedicati del sito e saranno ridotti sia nelle quantità che nel contenuto di additivi. Infine, il materiale intorno al campione non conforme sarà rimosso e gestito come rifiuto, per un totale di 100 metri cubi di terra. 

Ricordiamo che i tensioattivi (detti anche schiumogeni) vengono iniettati nel terreno dalle Tbm - Tunnel Boring Machine utilizzate negli scavi meccanizzati delle gallerie del Terzo Valico per agevolare lo scavo e al tempo stesso per il sostegno del fronte di avanzamento e il trasporto all’esterno del materiale. Il riutilizzo in siti di deposito di materiali di scavo che contengono questi additivi è previsto dalla vigente normativa ambientale (Dm 161/2012), a determinate condizioni, e uno studio condotto dall’Istituto Mario Negri nel luglio 2014 per conto di Cociv ha determinato le modalità per rientrarvi. Inoltre nel febbraio scorso si è concluso l'approfondimento condotto dall'Osservatorio Ambientale per la procedura condivisa tra Cociv e Arpa per l'analisi dei tensioattivi nei campioni di terre.