Gli investimenti collegati all’opera


L’utilità di un’opera che migliora i collegamenti a scala europea, come il Terzo Valico, è strettamente connessa ai benefici economici che porta al territorio attraversato. In altre parole, allo sviluppo che genera.

Per questo sono previsti investimenti destinati ad aumentare la capacità del territorio di utilizzare la nuova linea in corso di realizzazione. All’estremità nord del Terzo Valico la pianura lombardo-piemontese ospita i principali interporti del nordovest, cioè centri attrezzati per la raccolta e lo smistamento di merci trasportate su strada e su ferrovia. Questi snodi logistici, direttamente interessati dal corridoio europeo Reno-Alpi, sono oggetto di importanti programmi di espansione. Inoltre RFI prevede sui tratti ferroviari del corridoio a nord del Terzo Valico una serie di interventi di miglioramento per 448 milioni di euro, già finanziati, e in particolare: 

  • l’adeguamento a sagoma PC80 (dimensione delle gallerie) delle linee Chiasso e Luino; 
  •  l’adeguamento a modulo 750 metri (lunghezza massima dei convogli) delle linee Sempione via Arona e Borgomanero, Chiasso, Luino e Milano/Novara-Genova (intervento per fasi); 
  • l’upgrade tecnologico delle linee Milano-Chiasso, Milano-Sempione e Luino (intervento per fasi). 

All’estremità sud del Terzo Valico la Regione Liguria e il suo sistema dei porti - Genova, Voltri, La Spezia, Savona-Vado - sono interessati da un piano delle ferrovie che mira a ottimizzare il sistema ferroviario esistente per incrementare il trasporto merci. In particolare sono previsti a cura di RFI il potenziamento dei collegamenti ferroviari del porto di Genova (impianto di Genova Campasso) con un costo finanziato di 26 milioni di euro e il potenziamento infrastrutturale Voltri-Brignole, compreso Prg di Genova Voltri/Voltri mare, con un costo di 642 milioni di euro (di cui 601 finanziati). 

Anche il territorio dell’alessandrino, attraversato dal Terzo Valico, deve promuovere interventi capaci di innescare sviluppo economico e sociale a partire dalla nuova linea, in particolare per il sistema logistico e della produzione. Di questo si sta ora discutendo con i territori interessati, con il Progetto condiviso di sviluppo. 


Le fonti dei dati citati: 
  •  Confindustria Piemonte, GECT Corridoio Reno-Alpi, presentazione di Paolo Balistreri a Stati generali della logistica del Nord-Ovest, Novara, aprile 2016
  • Certet- Bocconi, Il ruolo del nuovo corridoio multimodale Italia-Svizzera nel ridisegno dei trasporti e della logistica del Nord Italia, rapporto finale, ottobre 2015