Sicurezza dei lavoratori e occupazione


Nel maggio 2016 sono stati costituiti presso le Regioni Piemonte e Liguria due tavoli con Cociv, le organizzazioni sindacali regionali e provinciali della categoria edili, le Asl delle province di Genova e Alessandria e il Commissario di Governo per affrontare i temi della sicurezza dei lavoratori sui cantieri e dello sviluppo di opportunità occupazionali per il territorio nel corso dei lavori. 

I tavoli hanno portato a due Protocolli di intesa (uno per la Liguria, a luglio 2016 e uno per il Piemonte, ad agosto 2016) che prevedevano:

  • l'assunzione da parte di Cociv di lavoratori provenienti dalle aree interessate dall'opera, 70 in Liguria entro fine 2016 e 150 in Piemonte entro la primavera 2017;
  • l'impegno delle Regioni a sostenere percorsi formativi di accompagnamento e incontro fra la domanda di lavoro e le professionalità richieste da Cociv;
  • l'impegno di Cociv ad inserire nei futuri bandi di gara condizioni premianti per le imprese che utilizzano personale appartenente a categorie svantaggiate ("clausola sociale")
  • per il Piemonte, in vista dell'incremento di lavoratori atteso per il territorio alessandrino, un aumento del personale Asl (Spresal) incaricato dei controlli sulla sicurezza in cantiere

La rescissione a dicembre 2016 da parte di Cociv di tutti i contratti, a seguito dell'inchiesta che lo ha coinvolto, ha determinato uno slittamento delle date concordate. La salvaguardia dei posti di lavoro è stata in parte garantita da Cociv stesso attraverso la riassunzione di lavoratori nell'ambito delle opere che ha potuto continuare direttamente, ma l'elemento determinante agli effetti dell'occupazione e del rispetto degli impegni è rappresentato dall'applicazione della "clausola sociale" prevista dai protocolli. 

A oggi quattro dei nuovi bandi di gara europei che la prevedono sono già stati aggiudicati e altri due sono in fase di aggiudicazione. Tuttavia il pieno effetto sull'occupazione si potrà verificare nel corso del 2018 e 2019, quando è previsto che la forza lavoro totale a vario titolo coinvolta nella realizzazione del Terzo Valico si attesti intorno alle 3.000 unità