Castagnola e Cravasco: nessun rischio per la salute dei cittadini

Nel mese di dicembre in due cantieri del Terzo Valico, Castagnola e Cravasco, è scattato il grado di vigilanza “alto” in base al Protocollo di gestione amianto. 

A Castagnola infatti all’interno della galleria si è rilevato un valore di fibre di amianto nell’aria superiore al limite prescritto di 2 fibre per litro e il cantiere è stato quindi subito messo in sicurezza (sigillando il fronte di scavo con un apposito materiale). I risultati dei monitoraggi dell’aria nell’ambiente esterno al cantiere hanno mostrato valori di fibre di amianto molto al di sotto della soglia limite di 1 fibra per litro. I lavori riprenderanno non appena saranno adottate le misure prescritte dal Codice di scavo per assicurare la salute dei lavoratori e la non contaminazione dell’ambiente esterno al cantiere.

Sul cantiere Cravasco invece è stata rilevata presenza di pietre verdi. Come previsto dal Protocollo sono iniziati campionamenti quotidiani della composizione delle rocce e monitoraggi quotidiani della qualità dell’aria (ricordiamo che il rischio per la salute si verifica solo se l’amianto viene inalato attraverso la respirazione). Anche qui il cantiere è stato subito messo in sicurezza in attesa dei risultati che sono ora pervenuti: non vi è presenza di amianto né di fibre aerodisperse e i lavori di scavo possono quindi riprendere. 

Sia a Castagnola che a Cravasco dunque non si sono verificati rischi per la salute dei cittadini. Una situazione in linea con quanto emerso dall’incontro del 2 dicembre scorso ad Alessandria, voluto dal Commissario di Governo e cui hanno partecipato i sindaci liguri e piemontesi coinvolti, la provincia di Alessandria, la regione Piemonte e i responsabili degli enti preposti alla tutela ambientale e sanitaria: l’eventuale presenza di fibre di amianto nell’aria è sempre stata rilevata tempestivamente e a oggi non ha mai superato il limite indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità di 1 fibra/litro nell’ambiente di vita (cioè all’esterno dei cantieri), in nessuna delle oltre 30 postazioni di monitoraggio in prossimità sia dei cantieri che dei siti di deposito del Terzo Valico.

In quell’occasione è stato inoltre chiarito che tutti gli enti sono a conoscenza del fatto che la presenza di pietre verdi è prevedibile, ma che questo non implica di per sé un pericolo per la salute, sia perché non tutte le pietre verdi contengono necessariamente amianto, sia perché il rischio è dovuto solo alla presenza di amianto nell’aria, qualora sia inalato.

Per saperne di più http://commissarioterzovalico.mit.gov.it/node/59