RISPOSTE ALLE VOSTRE 
DOMANDE

Le domande che seguono sono state poste all’operatore Infopoint Terzo Valico via mail, via telefono oppure di persona presso uno dei 14 comuni interessati.

IL TERZO VALICO

  • A cosa serve il terzo valico se le grandi navi merci non arrivano più a Genova? (11.11.2016, via mail) 
Il porto di Genova è tuttora il primo scalo marittimo nazionale per movimentazione di merci secche e il suo traffico, specie di container, è in crescita nonostante la crisi economica, grazie anche alla buona evoluzione delle esportazioni di merci italiane rilevata negli ultimi anni. Le grandi navi merci continuano ad arrivare al porto di Genova che, con i lavori in corso nei terminali di Voltri e Sampierdarena, si sta attrezzando per consentire l'ormeggio anche alle più grandi navi portacontainer attualmente in uso. Parallelamente l'apertura dei nuovi tunnel transalpini svizzeri (tra cui la nuova galleria di base del Gottardo operativa dal mese di dicembre) e gli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico attualmente in corso sull'intero corridoio Reno-Alpi faciliteranno il traffico ferroviario tra il Nord Italia e l'Europa centro-settentrionale, anch'esso cresciuto, nonostante la crisi, di quasi il 30% tra il 2000 e oggi. Uno dei principali obiettivi della nuova galleria dei Giovi è quello di rimuovere i limiti alla circolazione dei treni, presenti sulle linee attuali, in modo da consentire al porto di attrarre traffici che oggi si servono dei porti del Nord Europa, aggirando il continente via mare, senza generare ulteriore traffico pesante sulle autostrade.
  • Perché non utilizzare la linea di Busalla senza scavare tunnel lunghi, costosi e inquinanti? Inoltre come intendete potenziare i collegamenti se una volta che i treni merci arrivano a Pavia da lì non passano perché la linea è congestionata da treni passeggeri, problema già evidente con l'attuale traffico merci? (21.11.2016, via mail) 
Le due linee esistenti che collegano Genova all’entroterra padano, e da lì al sistema dei valichi alpini, per le loro caratteristiche tecniche non consentono di supportare in modo adeguato e secondo gli standard europei il traffico merci internazionale con origine e destinazione il sistema dei porti liguri, facendo fronte alla crescente competizione dei porti del nord Europa. La linea più antica, cosiddetta “linea dei Giovi”, ha una pendenza molto elevata, del 35 per mille, ed è tortuosa; per questi motivi non è adatta al trasporto merci ed è principalmente utilizzata per il traffico passeggeri locale. Inoltre è al limite della saturazione nel tratto fra Busalla e Genova. Ma anche la linea cosiddetta “Succursale dei Giovi”, se pur con una pendenza minore (ma ancora elevata) del 17 per mille e meno tortuosa, con un raggio di curvatura (cioè ampiezza delle curve) di 600 metri, impone limitazioni nella velocità, lunghezza e tipo di treni merci ed è quindi utilizzata soprattutto dal traffico viaggiatori a lunga percorrenza e dai treni regionali veloci. Il Terzo Valico dei Giovi, ad alta capacità veloce, presenterà una pen​denza del 12,5 per mille, un raggio di curvatura di 3,5 chilometri e una sagoma delle gallerie (cioè larghezza e altezza interna) molto superiore a quella delle linee esistenti, in linea con gli standard europei per il trasporto merci e con l’evoluzione tecnologica del materiale rotabile. Inoltre, per quanto riguarda il trasporto passeggeri, potrà consentire di coprire i percorsi Genova-Milano e Genova-Torino in un tempo molto minore. I treni da/per il Terzo Valico saranno istradati, oltre che verso il Nodo di Milano, anche sulla linea Novara – Alessandria, sulla linea Torino – Alessandria e potenzialmente sull’itinerario Medio Padano Tortona – Piacenza. Pertanto saranno a disposizione diversi itinerari a supporto del progressivo incremento del traffico merci previsto con l’attivazione del Terzo Valico. In merito a Pavia, entro il 2017 è prevista l’attivazione di un apparato computerizzato (ACC) per la gestione della circolazione, che consentirà una migliore gestione del traffico finalizzata alla sua fluidificazione. Sull’itinerario Milano – Genova, a supporto del Terzo Valico, sono inoltre previsti nel periodo 2017/2020) interventi tecnologici e di velocizzazione che consentiranno di gestire in maniera più efficace il traffico eterotachico (cioè a velocità diverse). Il piano industriale di RFI prevede inoltre finanziamenti per il quadruplicamento Milano Rogoredo – Pavia di cui la prima fase funzionale, Milano Rogoredo – Pieve Emanuele, sarà attivata entro il 2026.

I CANTIERI

  • Quante persone sono state per il momento arrestate?  (9.11.2016, via telefono) 
Sono risultate coinvolte dalle indagini e arrestate complessivamente 8 persone tra dirigenti e dipendenti. Cociv ha sospeso dal servizio tutti i dipendenti e dirigenti coinvolti dalle indagini, anche non sottoposti a misura cautelare, revocando loro ogni procura, delega o incarico e precludendo loro l'accesso agli uffici.
  • Come ha fatto Cociv ad aggiudicarsi l'appalto senza alcuna gara? (9.11.2016, via telefono) 
Nel 1991 l’ente Ferrovie dello Stato fu autorizzato dai Ministeri dei Trasporti e del Tesoro a costituire una società concessionaria per la progettazione, costruzione e gestione della nuova rete ferroviaria ad alta velocità (TAV Spa). L’assegnazione diretta fu possibile perché a quell’epoca non era ancora entrata in vigore la direttiva 90/531/CEE. In quel contesto si inquadra la convenzione TAV – Cociv del 1992, con affidamento diretto per l’incarico di realizzazione della tratta Terzo Valico dei Giovi al Consorzio in qualità di general contractor.
  • Chi sta svolgendo e come i controlli sul già realizzato? (16.11.2016, via telefono)
I primi controlli sono già stati effettuati a cura di RFI, tramite la società Italferr del Gruppo FSI. Nell’ambito delle indagini in corso, sono state avviate le verifiche da parte del perito nominato dalla Procura, a fianco del quale opera un perito individuato da RFI.
  • Perché i mezzi di cantiere che trasportano lo smarino sulla SP163 “della Castagnola” sono dotati di un telo in grado di coprire solo parzialmente il loro contenuto? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
I mezzi autorizzati al trasporto dei materiali da scavo, in qualità di sottoprodotto, sono dotati di telo copri cassone del tipo “apri e chiudi” secondo standard dei costruttori; come da procedura interna, devono essere mantenuti chiusi a pieno carico per evitare eventuali dispersioni di polveri. Si invita pertanto a segnalare eventuali situazioni contrarie a quanto predisposto fornendo data, ora e luogo.
  • Si possono asfaltare le strade di cantiere e interne ad essi in modo tale che il fango raccolto dai mezzi dopo il lavaggio delle ruote non venga più trasportato sulle strade? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
I sistemi lavaruote automatizzati sono installati all’uscita dei cantieri Castagnola, Val Lemme, Deposito Val Lemme, Pozzo Radimero, Imbocco Nord Galleria di Valico, Imbocco Sud Galleria Serravalle (area attrezzata per lavaggio ruote), Imbocco Nord Galleria Serravalle, Cava e Deposito Intermedio Cascina Romanellotta. Tutte le piste di cantiere dal punto di installazione dei lavaruote fino all’uscita su strada pubblica sono già ad oggi pavimentate in calcestruzzo o in asfalto. Si invita pertanto a segnalare eventuali situazioni contrarie a quanto predisposto indicando il cantiere specifico.
  • Quanti veicoli giornalieri trasportanti smarino partono dal cantiere della “finestra” Castagnola per dirigersi verso il deposito di Val Lemme? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Indicativamente nell’ultimo periodo i trasporti di materiali da scavo verso il deposito Val Lemme sono stati mediamente pari a circa 20 viaggi/giorno e si prevede che non possano superare i circa 30 viaggi/giorno fino al termine degli scavi della finestra Castagnola.
  • Dati i lunghi tempi di realizzazione degli interventi di mobilità ancora da completare (SP161, Via del Vapore e allargamento casello di Vignole) come si pensa di trasportare il materiale da scavo proveniente dai cantieri nei pressi di Arquata (Moriassi, Radimero e Libarna) senza creare disagi per la mobilità ordinaria, visto che i lavori continuano? È stato fatto uno studio del traffico per valutare i disagi creati alla circolazione? Se sì, con quale metodologia? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia) 
Al momento il materiale da scavo proveniente dai cantieri viene trasportato impiegando le viabilità previste dal Piano del Traffico approvato con il Piano cave relativo ai lotti 1 e 2 del Terzo Valico (in data 08/06/2015, nell'ambito della L.R. 30/99). Il Piano cave è ora in corso di aggiornamento per ricomprendere anche il lotto 3, nell'ambito di un procedimento autorizzativo in capo alla Regione Piemonte, che ha chiesto a Cociv integrazioni proprio su alcuni nodi critici della viabilità esistente.
  • Come si pensa di mitigare il traffico tra la rotonda sita all'intersezione tra via Roma e la SP140 e lo svincolo di Vignole dal momento che in tale tratto è presente il sottopasso ferroviario della linea Torino/Milano – Genova, che costringe il transito di un mezzo di cantiere alla volta? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia) 
Il progetto definitivo prevede l’adeguamento delle dimensioni interne in corrispondenza del sottopasso ferroviario (parte del progetto definitivo denominata OV27). Attualmente è in corso la concertazione con gli enti competenti per l’adeguamento del progetto e la risoluzione delle interferenze, unitamente allo studio della tempistica dei lavori in relazione all'esercizio della viabilità e del traffico ferroviario.
  • È ancora prevista la realizzazione del passaggio pedonale sulla SP160 dal numero civico 155 al 5 in direzione deposito Val Lemme? Se no, perché? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio) 
Sì, il passaggio pedonale sarà fatto in quanto il progetto esecutivo approvato prevede la realizzazione di un marciapiede tra il ramo di innesto lato Voltaggio della nuova rotatoria e il civico 155. Tale intervento è frutto del recepimento delle richieste della Conferenza dei servizi (rev. D del progetto definitivo). 
  • Quando sarà ripristinato il tratto della SP160 in direzione deposito Val Lemme franato in occasione dell’ultima alluvione? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
Le attività, il cui avanzamento attuale è di circa il 70 per cento, saranno completate entro metà marzo 2017. 
  • È già stato completato il passaggio pedonale tra il ponte di cemento Romano e i primi muraglioni del cimitero di Voltaggio previsto dalla delibera Cipe 2006? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
Il marciapiede nel tratto di strada in rilevato (parcheggio adiacente il torrente Lemme al Ponte Romano – inizio muraglioni cimitero) è stato completato. Per portare a termine l’intero percorso pedonale previsto dalla delibera Cipe 2006 è necessaria la realizzazione del marciapiede anche nel tratto di strada in trincea (muraglioni) e i relativi lavori sono stati programmati nel periodo che va da fine gennaio a inizio marzo 2017.
  • Sarà realizzata la nuova vasca per l’acquedotto di Voltaggio prevista dalla delibera Cipe 2006? Se sì, come? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
La modalità di realizzazione della vasca dipende dalla nuova soluzione progettuale per l’acquedotto (OV34), attualmente in fase di studio e di concertazione. L’acquedotto infatti era inizialmente previsto per servire anche il campo base di Voltaggio, poi non realizzato a causa del verificato inquinamento ambientale del sedime. Pertanto sarà possibile fornire un preciso riscontro solo dopo che l’ente che ne assumerà la futura gestione e RFI avranno condiviso la variazione alla soluzione progettuale proposta dal Cociv.
  • Sarà realizzato un nuovo depuratore nel comune di Voltaggio o verranno solamente cambiate le tubazioni, facendo confluire le acque del comune con quelle di Carrosio, Gavi e Basaluzzo in un depuratore unico a valle? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
Le ultime ipotesi prevedono un’implementazione del depuratore esistente; comunque la soluzione progettuale non è ancora definita e l’iter autorizzativo deve essere ancora completato.

L'AMBIENTE

  • Quali altri agenti (ndr: oltre all’amianto) inquinanti o pericolosi sono monitorati? Esistono procedure in grado di sospendere le lavorazioni anche per tali agenti? Se sì, quali? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
Tutte le attività antropiche che generano inquinanti riconosciuti come dannosi per la salute sono soggetti alla verifica del rispetto dei limiti definiti nelle leggi e norme ambientali. Se vi sono situazioni che prefigurano potenziali danni alla salute e all'ambiente i tecnici di Arpa operano al fine di impedire che tali situazioni possano persistere attraverso adeguate prescrizioni impartite direttamente o per tramite delle autorità competenti.
  • L’acqua trasportata dalle cisterne per rifornire gli abitanti di Fraconalto durante i lavori da dove proviene? A quali controlli è soggetta? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
Non risultano attivi servizi di fornitura di acqua tramite cisterne ad abitanti di Fraconalto. Relativamente invece al campo base Pian dei Grilli, questo è rifornito da acquedotto pubblico, pertanto le acque sono sottoposte ai controlli di legge da parte dell’ente gestore.
  • A quale processo di bonifica è stato sottoposto il terreno, un tempo ospitante una discarica abusiva, su cui è stato edificato il campo base sito in Pian dei Grilli? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
L’area su cui sorge il campo base Pian dei Grilli è stata oggetto di rimodellamento con movimentazione interna dei materiali da scavo; fanno eccezione alcuni rifiuti rinvenuti (essenzialmente terre e rocce frammiste a misto da demolizione) che sono stati smaltiti presso impianti di recupero autorizzati.
  • È possibile per istituti privati o comitati organizzare monitoraggi alternativi a quelli già esistenti per il confronto dei dati? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Il Ministero dell'Ambiente individua nelle Arpa gli enti di controllo e di monitoraggio per il progetto del Terzo Valico; tale attività è comunque svolta sulla base delle competenze e dei compiti assegnati dalla normativa ambientale, che individua l'Arpa tra gli enti idonei al controllo di legge. In virtù di ciò i dipendenti delle Arpa del Piemonte e della Liguria possono accedere ai cantieri, ai siti di produzione e di deposito del materiale scavato per effettuare le verifiche necessarie. Il monitoraggio alternativo da parte di altri soggetti non incaricati dal legislatore, a nostro avviso, potrebbe dover essere espressamente autorizzato dall'esecutore dell'opera qualora ricada all'interno delle aree di competenza (cantieri e siti di deposito).
  • Per quale ragione la strada SP163 “della Castagnola” viene continuamente sottoposta a lavaggi? Si tratta di semplice pulizia o di messa in sicurezza per potenziali polveri contenenti amianto? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
La SP163 viene sottoposta a pulizia del manto stradale per garantire massima tutela dell’utenza stradale rispetto a eventuali residui dispersi dagli autocarri uscenti dal cantiere. Tutti gli autocarri adibiti al trasporto di terre e rocce da scavo prima di uscire dall’area di cantiere sono comunque sottoposti a lavaggio attraverso apposito lavaruote.
  • Come verrà riportata l'acqua nelle sorgenti del Monte Carlo? (9.11.2016 via telefono)
Nella zona di Cravasco (Monte Carlo) erano e sono presenti cinque sorgenti caratterizzate in situazione “ante operam” da una portata idrica modesta (< 1 l/s). Il progetto definitivo individuava un loro rischio di isterilimento connesso allo scavo della “finestra” e di conseguenza ha previsto un’impermeabilizzazione della galleria (tramite metodo full-round) volta a favorire il ripristino della falda acquifera una volta ultimati i lavori. Come previsto, in fase di scavo della galleria le cinque sorgenti hanno registrato un depauperamento a partire dalla fine dell’estate 2014 e si sono impoverite o inaridite nel periodo compreso tra l’autunno 2014 e l’estate 2015. Quindi Cociv ha immediatamente provveduto a garantire ai fruitori delle risorse idriche depauperate un funzionale rifornimento attraverso appositi allacci alla rete acquedottistica locale. Ad oggi, con la realizzazione del rivestimento in galleria descritto in precedenza, anche in presenza delle attuali annate povere di precipitazioni (2015 e 2016), si evidenzia un graduale ritorno alle condizioni idrogeologiche originarie, con un recupero del livello idrico di circa 11 metri. Il totale ritorno alle condizioni iniziali “ante operam” non è tuttavia sempre tecnicamente perseguibile e in considerazione di ciò Cociv ha comunque già provveduto, come previsto dalla delibera Cipe 80/2006, a realizzare gli interventi compensativi definitivi nei riguardi dei legittimi fruitori delle risorse idriche depauperate.
  • Il geologo che verifica la presenza di pietre verdi al fronte di scavo è dipendente Cociv o appartiene all'organico di qualche ente pubblico (Arpa, Spresal, eccetera)? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
I geologi oggi utilizzati per le verifiche sulla presenza di rocce verdi al fronte di scavo delle gallerie fanno parte del personale o sono consulenti di Cociv. I geologi riportano le osservazioni effettuate sui materiali del fronte di scavo con una modalità che è stata preventivamente condivisa con il Gruppo di lavoro Amianto dell’Osservatorio Ambientale (OA), che è un organo terzo composto dai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e trasporti, le Regioni Piemonte e Liguria, la Provincia di Alessandria e la Città Metropolitana di Genova e che si avvale del supporto tecnico di Arpa e Arpal. Indipendentemente dal datore di lavoro, il geologo che effettua la valutazione al fronte di scavo è responsabile penalmente del suo operato, secondo il principio che l’omissione di un ritrovamento di pietre verdi al fronte comporta una pena proporzionale al rischio causato.
  • Chi sopporterà i costi del trasporto dell’acqua del nuovo allacciamento all'acquedotto per Rigoroso e Arquata? Ci saranno aumenti nelle tariffe pagate dai cittadini? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
L’aggiornamento del modello idrogeologico non prevede che le sorgenti di Rigoroso e Arquata subiscano depauperamento o rischio di isterilimento. Tuttavia per massima cautela si è voluto dare seguito alle richieste del territorio e si è concordato di posare comunque, all'interno dello scavo per la realizzazione dell’acquedotto di Sottovalle, un’ulteriore tubazione fino al punto del tracciato in corrispondenza del serbatoio di alimentazione di Arquata, anche per un futuro utilizzo delle acque provenienti dalle sorgenti di Borlasca a prescindere dai lavori del Terzo Valico. Le tariffe sono quelle previste dall’Ato e pertanto non subiranno alcun incremento. 
  • La qualità dell’acqua raccolta nei pressi della galleria Borlasca è la medesima di quella delle sorgenti attualmente rifornenti l’acquedotto di Arquata? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
Come previsto dal progetto definitivo, le acque provenienti dal sistema di captazione presente nella galleria ferroviaria Borlasca andranno ad alimentare l’acquedotto alternativo dell’abitato di Sottovalle. Pertanto, come prevede la legge, la qualità dell’acqua destinata ad alimentare tale acquedotto è stata verificata attraverso il titolo di idoneità all'uso umano. Sulle acque captate nella galleria Borlasca il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (Sian) dell’Asl di Alessandria ha condotto campionamenti stagionali e relative analisi, come previsto dalla normativa vigente, rilasciando giudizio positivo di compatibilità all'uso umano.
  • La soluzione progettuale del nuovo allacciamento all'acquedotto relativa al rifornimento di acqua per Arquata e Rigoroso è sufficiente se dovesse verificarsi un isterilimento delle falde attualmente rifornenti le due località? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
La soluzione indicata è una tubazione ulteriore disposta all'interno dello scavo dell’acquedotto alternativo previsto per Sottovalle, fino al serbatoio di alimentazione rifornente le due località. Potrà quindi essere utilizzato nel caso in cui si sperimentasse un depauperamento delle fonti che però non dovrebbe verificarsi, dato che il modello idrogeologico di dettaglio nella zona delle sorgenti di Arquata e Rigoroso esclude una reale interferenza con gli scavi della galleria di Valico.
  • Quali agenti inquinanti sono monitorati dalla centralina presente all'interno del parco giochi della Fraz. Castagnola di Fraconalto? (22.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Presso il parco giochi della frazione di Castagnola vi sono due attività di monitoraggio dell’atmosfera: 
- AMI_FR-005, monitoraggio dell’amianto aerodisperso; 
- ATM_FR-005, monitoraggio del particolato PM10.
  • Dato che non risultano attivi servizi di fornitura di acqua tramite cisterne ad abitanti di Fraconalto, l’acqua trasportata nelle cisterne del cimitero a luglio a quale controlli è stata soggetta? (22.12.2016, un abitante di Fraconalto)
I trasporti indicati non sono avvenuti a causa dei lavori del Terzo Valico, ma in seguito a un intervento di adeguamento dell’acquedotto rifornente il comune di Fraconalto da parte dell’ente gestore. Comunque, in generale, l'acqua fornita ai cittadini in situazioni emergenziali proviene da acquedotti che erogano acqua rispondente ai limiti e ai requisiti di potabilità controllati dal gestore del servizio idrico e dagli enti di controllo (Asl).

IL TERRITORIO

  • È stato previsto un potenziamento dell’ordine pubblico per far fronte all’improvviso aumento della popolazione di Fraconalto dato dagli operai ospitati nel campo base? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Al momento non è previsto aumento del personale adibito a garantire l'ordine pubblico. Tuttavia, all'interno del Protocollo d'intesa per la realizzazione del Progetto condiviso di sviluppo, il comune di Fraconalto ha richiesto che parte dei fondi a sua disposizione finanzino la sostituzione dei corpi illuminanti esistenti con altri più efficienti dotati di tecnologia Led e l'installazione di videocamere di sorveglianza in punti ritenuti strategici per il controllo in ingresso e in uscita dal territorio.
  • In seguito alla realizzazione dei due binari della nuova linea ad alta velocità, quali mitigazioni sono previste per lo stabile adiacente la massicciata del sedime ferroviario in Vicolo Ghiara? In particolare, quale soluzione progettuale si pensa di attuare per il prolungamento del sottopasso vicino alle fondamenta dello stabile sopra citato e per l'interferenza che si verrebbe a creare con il collettore fognario del rio Gazzo? (21.11.2016, un abitante di Novi Ligure)
Il progetto di variante dello Shunt di Novi Ligure, interessato dagli interventi da lei indicati, è attualmente oggetto di una procedura approvativa con Conferenza dei servizi (Cds) che è ancora in corso. Il Comune di Novi Ligure, in seno alla Cds, ha avanzato alcune richieste riguardanti, fra le altre, la modifica del piano del ferro di stazione e uno studio per migliorare l’attuale modalità di smaltimento delle acque afferenti il Rio Gazzo. Queste richieste sono in corso di valutazione da parte dei diversi enti coinvolti, fra cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Piemonte. Per rispondere alla sua domanda è quindi necessario attendere l’esito di tale riscontro per poter definire quali interventi saranno nel concreto inseriti nella variante.

Per trasparenza le risposte sono riportate esattamente come sono state comunicate ai cittadini e riflettono il momento in cui sono state date. In alcuni casi quindi potrebbero non essere aggiornate rispetto alla situazione attuale. Per questo motivo ogni domanda riporta la data in cui è stata posta.