RISPOSTE ALLE VOSTRE 
DOMANDE

Le domande che seguono sono state poste all’operatore Infopoint Terzo Valico via mail, via telefono oppure di persona presso uno dei 14 comuni interessati.

IL TERZO VALICO

  • Perché non utilizzare la linea di Busalla senza scavare tunnel lunghi, costosi e inquinanti? Inoltre come intendete potenziare i collegamenti se una volta che i treni merci arrivano a Pavia da lì non passano perché la linea è congestionata da treni passeggeri, problema già evidente con l'attuale traffico merci? (21.11.2016, via mail) 

  • Le due linee esistenti che collegano Genova all’entroterra padano, e da lì al sistema dei valichi alpini, per le loro caratteristiche tecniche non consentono di supportare in modo adeguato e secondo gli standard europei il traffico merci internazionale con origine e destinazione il sistema dei porti liguri, facendo fronte alla crescente competizione dei porti del nord Europa. La linea più antica, cosiddetta “linea dei Giovi”, ha una pendenza molto elevata, del 35 per mille, ed è tortuosa; per questi motivi non è adatta al trasporto merci ed è principalmente utilizzata per il traffico passeggeri locale. Inoltre è al limite della saturazione nel tratto fra Busalla e Genova. Ma anche la linea cosiddetta “Succursale dei Giovi”, se pur con una pendenza minore (ma ancora elevata) del 17 per mille e meno tortuosa, con un raggio di curvatura (cioè ampiezza delle curve) di 600 metri, impone limitazioni nella velocità, lunghezza e tipo di treni merci ed è quindi utilizzata soprattutto dal traffico viaggiatori a lunga percorrenza e dai treni regionali veloci. Il Terzo Valico dei Giovi, ad alta capacità veloce, presenterà una pen​denza del 12,5 per mille, un raggio di curvatura di 3,5 chilometri e una sagoma delle gallerie (cioè larghezza e altezza interna) molto superiore a quella delle linee esistenti, in linea con gli standard europei per il trasporto merci e con l’evoluzione tecnologica del materiale rotabile. Inoltre, per quanto riguarda il trasporto passeggeri, potrà consentire di coprire i percorsi Genova-Milano e Genova-Torino in un tempo molto minore. I treni da/per il Terzo Valico saranno istradati, oltre che verso il Nodo di Milano, anche sulla linea Novara – Alessandria, sulla linea Torino – Alessandria e potenzialmente sull’itinerario Medio Padano Tortona – Piacenza. Pertanto saranno a disposizione diversi itinerari a supporto del progressivo incremento del traffico merci previsto con l’attivazione del Terzo Valico. In merito a Pavia, entro il 2017 è prevista l’attivazione di un apparato computerizzato (ACC) per la gestione della circolazione, che consentirà una migliore gestione del traffico finalizzata alla sua fluidificazione. Sull’itinerario Milano – Genova, a supporto del Terzo Valico, sono inoltre previsti nel periodo 2017/2020) interventi tecnologici e di velocizzazione che consentiranno di gestire in maniera più efficace il traffico eterotachico (cioè a velocità diverse). Il piano industriale di RFI prevede inoltre finanziamenti per il quadruplicamento Milano Rogoredo – Pavia di cui la prima fase funzionale, Milano Rogoredo – Pieve Emanuele, sarà attivata entro il 2026.
  • A cosa serve il terzo valico se le grandi navi merci non arrivano più a Genova? (11.11.2016, via mail) 
Il porto di Genova è tuttora il primo scalo marittimo nazionale per movimentazione di merci secche e il suo traffico, specie di container, è in crescita nonostante la crisi economica, grazie anche alla buona evoluzione delle esportazioni di merci italiane rilevata negli ultimi anni. Le grandi navi merci continuano ad arrivare al porto di Genova che, con i lavori in corso nei terminali di Voltri e Sampierdarena, si sta attrezzando per consentire l'ormeggio anche alle più grandi navi portacontainer attualmente in uso. Parallelamente l'apertura dei nuovi tunnel transalpini svizzeri (tra cui la nuova galleria di base del Gottardo operativa dal mese di dicembre) e gli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico attualmente in corso sull'intero corridoio Reno-Alpi faciliteranno il traffico ferroviario tra il Nord Italia e l'Europa centro-settentrionale, anch'esso cresciuto, nonostante la crisi, di quasi il 30% tra il 2000 e oggi. Uno dei principali obiettivi della nuova galleria dei Giovi è quello di rimuovere i limiti alla circolazione dei treni, presenti sulle linee attuali, in modo da consentire al porto di attrarre traffici che oggi si servono dei porti del Nord Europa, aggirando il continente via mare, senza generare ulteriore traffico pesante sulle autostrade.

L'OPERA

  • Il sistema di alimentazione a 25 kV a corrente alternata consentirà di raggiungere un giorno i 300 km/h di velocità di percorrenza della linea? (05.03.2017, via mail) 

  • Il sistema di alimentazione a 2x25 kV c.a. (corrente alternata) fornisce ai treni la potenza adeguata a soddisfare i forti assorbimenti elettrici. Tuttavia la velocità di percorrenza di una linea ferroviaria non dipende solo dal sistema di alimentazione, ma anche da altri parametri, come le caratteristiche geometriche del tracciato (pendenza e curvatura), il sistema di segnalamento, ovvero l’insieme dei segnali che devono garantire la sicurezza di un treno rispetto alla restante circolazione ferroviaria e, infine, la tipologia di treno. Nel caso del Terzo Valico le caratteristiche della linea consentiranno una velocità massima di 250 km/h.

I CANTIERI

  • Quando è prevista la ripresa dei lavori in Via della Crenna? È possibile come misura temporanea tappare in qualche modo le pericolose buche presenti sulla strada? (06.03.2017, un abitante di Serravalle Scrivia) 

  • I lavori della Crenna, relativi alla SP161 e al by-pass necessario ai lavori di galleria (salita della Crenna), sono in fase di contrattualizzazione con una nuova impresa esecutrice e saranno quindi avviati al più presto. Per l’eventuale ripristino delle buche Cociv sta provvedendo a una temporanea risistemazione dello strato di usura nell'attesa della ripresa dei lavori sopracitata. 

  • È stata recepita la segnalazione dell’amministrazione di Voltaggio relativa al proseguimento del camminamento pedonale sulla SP160 dal numero 155 fino all'altezza di Villa Ciapin? (08.02.2017, un abitante di Voltaggio) 

  • Il proseguimento del marciapiede fino a Villa Ciapin non è previsto dal progetto esecutivo dell’adeguamento. Tuttavia, nell'ultima riunione coordinata dal Settore viabilità della provincia di Alessandria, il comune di Voltaggio ha richiesto l’inserimento dell’intervento da lei citato tra gli adeguamenti di viabilità. Questa richiesta è ora all'esame di Cociv. 

  • Dato il fallimento di Imprefond, a chi spetta il ripristino della strada di proprietà della Cascina Riva di Fondo in Voltaggio garantito dall’impresa? Si segnala che attualmente la strada è gravemente deteriorata dal passaggio di mezzi pesanti dell’azienda sopracitata e di imprese incaricate di raggiungere Cascina Riva di Mezzo al fine di effettuare sondaggi. (08.02.2017, un abitante di Voltaggio) 

  • La questione è stata sottoposta sia a Cociv, sia a RFI che hanno dato le seguenti indicazioni: per attivare le procedure assicurative occorre presentare la domanda, completa di tutta la documentazione necessaria, a Cociv che fornirà un preciso riscontro in merito al ripristino richiesto. 

  • È possibile predisporre un segnale di allerta alternativo per i mezzi in retromarcia nel deposito di Cascina Romanellotta al fine di ridurre il disagio acustico causato ai residenti nelle vicinanze? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

  • Premettendo che i sistemi di allerta oggi utilizzati sono conformi alla normativa (Dlgs 81/2008) e che non è previsto lavoro durante la notte, si sta valutando l’opportunità di sostituire gli avvisatori di retromarcia utilizzati con altri sistemi di minore impatto acustico (cicalini a “rumore bianco”, cioè con suono a banda larga che si dissipa velocemente, è udibile soltanto nella zona di pericolo ed è meno fastidioso). 

Si può trovare un’alternativa all’utilizzo del rullo nella Cascina Romanellotta? Le vibrazioni del macchinario hanno causato numerose crepe all’interno delle abitazioni nelle vicinanze. (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

L’utilizzo del rullo vibrante è fondamentale per garantire la compattazione del materiale e quindi anche la riduzione della dispersione di polveri. Il suo utilizzo se possibile sarà ridotto al minimo indispensabile. Si invita a comunicare a Cociv eventuali danni arrecati in modo da attivare le procedure assicurative.


Quando sarà ultimata l’opera? E il ripristino della condizione ante operam nel sito di Cascina Romanellotta quando sarà completato? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

Il sito di Cascina Romanellotta è stato autorizzato sino al 2 marzo 2022 (determina n° 5 del 2.3.2015), data compatibile con l’ultimazione prevista dell’opera. Entro tale data il ripristino dell’area di cava dovrà essere ultimato.


Per ridurre il disagio creato dalle polveri degli scavi effettuati in Cascina Romanellotta, non sarebbe meglio effettuare tali lavori con cadenza stagionale? Ad esempio, non si potrebbero effettuare i lavori di scorticamento del terreno in inverno e procedere con il relativo riempimento d’estate? Inoltre, non è possibile ridurre in qualche modo le polveri provenienti dall’impianto di frantumazione? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

La cadenza dei lavori di scavo e riempimento della Cascina Romanellotta è strettamente correlata alle esigenze di realizzazione dell’opera, a ciclo continuo tra diversi cantieri, e quindi non può essere stagionale. Per quanto riguarda le polveri, la fase attuale è transitoria e si prevede che duri al massimo tre mesi. In questo periodo saranno via via avviate e ottimizzate tutte le procedure di contenimento previste dalle prescrizioni al progetto e dall’autorizzazione (ad esempio bagnatura con acqua). 


Quando lo scavo con Tbm sarà a pieno regime, quanti veicoli giornalieri transiteranno nelle strade di cantiere afferenti al deposito Romanellotta attualmente in corso di realizzazione? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

Cociv prevede a pieno regime circa 350-400 viaggi/giorno, intesi come andata e ritorno.
 

A Voltaggio, sulla strada provinciale SP160 al km 23, all'altezza di via C.B. Fodale e della strada che porta al ponte Romano, sono stati realizzati due percorsi pedonali molto utili ma senza un attraversamento pedonale. È stata una dimenticanza? (06.02.2017, un abitante di Voltaggio)
 
No, non si tratta di una dimenticanza, si tratta di un progetto che gli uffici tecnici della Provincia di Alessandria (con competenza sulla SP160) stanno valutando dal punto di vista tecnico. 


Risiedo a Novi Ligure e vorrei lavorare in uno dei cantieri del Terzo Valico. Dove si può consegnare il proprio curriculum vitae? (06.02.2017, un abitante di Novi Ligure)

In base al Protocollo di intesa firmato nell’agosto 2016, Cociv si è impegnato ad assumere 150 lavoratori piemontesi entro la primavera 2017. I candidati sono preselezionati dai Centri per l’impiego del territorio di competenza dei cantieri. Pertanto la invitiamo a far pervenire il suo Cv al Centro per l’impiego di Novi Ligure. Si segnala tuttavia che al momento le assunzioni sono ferme a causa dei ritardi legati all’inchiesta che ha interessato Cociv.


È possibile segnalare meglio la nuova rotonda all'intersezione della SP211 con la strada comunale Savonesa? (27.01.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

L’intervento da lei segnalato non rientra tra quelli del Terzo Valico. Si tratta infatti di lavori realizzati dal comune di Tortona. Per facilitare la comunicazione abbiamo comunque inoltrato la sua segnalazione all’amministrazione e al settore Viabilità della provincia di Alessandria.


Come sono trasportate le terre e le rocce da scavo provenienti dagli scavi del Terzo Valico? Quali misure sono state adottate per la riduzione del traffico e delle polveri? (25.01.2017, un abitante di Voltaggio) 

Al momento le terre e rocce da scavo in uscita dai cantieri vengono trasportate utilizzando le viabilità previste dal Piano del traffico approvato con il Piano cave relativo ai lotti 1 e 2 del Terzo Valico (in data 8 giugno 2015, nell’ambito della legge regionale del Piemonte n.30/99). Il Piano cave è ora in corso di aggiornamento per ricomprendere anche il lotto 3, nell’ambito di un procedimento autorizzativo in capo alla Regione Piemonte, che ha chiesto a Cociv integrazioni proprio su alcuni nodi critici della viabilità esistente. Al fine di ridurre le polveri, sono installati sistemi lavaruote all’uscita dei cantieri; inoltre i mezzi autorizzati al trasporto dei materiali da scavo in qualità di sottoprodotto (cioè contenenti amianto sotto il limite di legge di 1000 mg/kg) sono dotati di telo copri cassone del tipo “apri e chiudi” che, come da procedura interna, devono essere mantenuti chiusi a pieno carico. Nel caso i cittadini notassero situazioni anomale rispetto a quanto previsto si invita a segnalarle fornendo data, ora, luogo e targa all’indirizzo di posta elettronica infopoint.tvg@mit.gov.it.


È previsto un allargamento della SP160 che arriva da Voltaggio, almeno fino a frazione Molini? (25.01.2017, un abitante di Voltaggio) 

In base al progetto definitivo (approvato dalla delibera Cipe 80/2006), non è previsto un allargamento della sezione stradale nel tratto compreso tra la finestra Val Lemme e la frazione Molini di Fraconalto, ma soltanto un rifacimento dello strato superficiale dalla “finestra” fino all’altezza della ex Cartiera. 


È possibile ridurre i tempi dei semafori prima della “finestra” Val Lemme e tra Carrosio e Voltaggio? (25.01.2017, un abitante di Fraconalto)
 
I tempi semaforici dipendono dalla lunghezza del tratto di strada interessato dal senso unico alternato. Nel caso specifico si è già provveduto a diminuirne al massimo la durata. Si prevede entro fine marzo la conclusione dei lavori di allargamento del tratto e di conseguenza l’eliminazione del senso unico alternato. 


Perché sulla SP160 in prossimità della “finestra” Val Lemme al posto di realizzare una massicciata di contenimento si è disposta una rete anti-frana? (25.01.2017, un abitante di Fraconalto) 

Il progetto prevede un allargamento verso monte della sede stradale. La stabilizzazione del versante è stata prevista con chiodi e reti metalliche in quanto le condizioni geotecniche consentono questo tipo di intervento. Il substrato roccioso è infatti compatto e si sostiene senza interventi strutturali al piede (muro di sostegno). Le colate verificatesi in occasione di piogge abbondanti hanno interessato esclusivamente lo strato superficiale, per il contenimento del quale sono risultate idonee le strutture già predisposte. 


  • È ancora prevista la realizzazione del passaggio pedonale sulla SP160 dal numero civico 155 al 5 in direzione deposito Val Lemme? Se no, perché? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio) 
Sì, il passaggio pedonale sarà fatto in quanto il progetto esecutivo approvato prevede la realizzazione di un marciapiede tra il ramo di innesto lato Voltaggio della nuova rotatoria e il civico 155. Tale intervento è frutto del recepimento delle richieste della Conferenza dei servizi (rev. D del progetto definitivo). 
  • È già stato completato il passaggio pedonale tra il ponte di cemento Romano e i primi muraglioni del cimitero di Voltaggio previsto dalla delibera Cipe 2006? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
Il marciapiede nel tratto di strada in rilevato (parcheggio adiacente il torrente Lemme al Ponte Romano – inizio muraglioni cimitero) è stato completato. Per portare a termine l’intero percorso pedonale previsto dalla delibera Cipe 2006 è necessaria la realizzazione del marciapiede anche nel tratto di strada in trincea (muraglioni) e i relativi lavori sono stati programmati nel periodo che va da fine gennaio a inizio marzo 2017.
  • Quando sarà ripristinato il tratto della SP160 in direzione deposito Val Lemme franato in occasione dell’ultima alluvione? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
Le attività, il cui avanzamento attuale è di circa il 70 per cento, saranno completate entro metà marzo 2017. 
  • Sarà realizzata la nuova vasca per l’acquedotto di Voltaggio prevista dalla delibera Cipe 2006? Se sì, come? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
La modalità di realizzazione della vasca dipende dalla nuova soluzione progettuale per l’acquedotto (OV34), attualmente in fase di studio e di concertazione. L’acquedotto infatti era inizialmente previsto per servire anche il campo base di Voltaggio, poi non realizzato a causa del verificato inquinamento ambientale del sedime. Pertanto sarà possibile fornire un preciso riscontro solo dopo che l’ente che ne assumerà la futura gestione e RFI avranno condiviso la variazione alla soluzione progettuale proposta dal Cociv.
  • Sarà realizzato un nuovo depuratore nel comune di Voltaggio o verranno solamente cambiate le tubazioni, facendo confluire le acque del comune con quelle di Carrosio, Gavi e Basaluzzo in un depuratore unico a valle? (22.12.2016, un abitante di Voltaggio)
Le ultime ipotesi prevedono un’implementazione del depuratore esistente; comunque la soluzione progettuale non è ancora definita e l’iter autorizzativo deve essere ancora completato.
  • Come si pensa di mitigare il traffico tra la rotonda sita all'intersezione tra via Roma e la SP140 e lo svincolo di Vignole dal momento che in tale tratto è presente il sottopasso ferroviario della linea Torino/Milano – Genova, che costringe il transito di un mezzo di cantiere alla volta? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia) 
Il progetto definitivo prevede l’adeguamento delle dimensioni interne in corrispondenza del sottopasso ferroviario (parte del progetto definitivo denominata OV27). Attualmente è in corso la concertazione con gli enti competenti per l’adeguamento del progetto e la risoluzione delle interferenze, unitamente allo studio della tempistica dei lavori in relazione all'esercizio della viabilità e del traffico ferroviario.
  • Dati i lunghi tempi di realizzazione degli interventi di mobilità ancora da completare (SP161, Via del Vapore e allargamento casello di Vignole) come si pensa di trasportare il materiale da scavo proveniente dai cantieri nei pressi di Arquata (Moriassi, Radimero e Libarna) senza creare disagi per la mobilità ordinaria, visto che i lavori continuano? È stato fatto uno studio del traffico per valutare i disagi creati alla circolazione? Se sì, con quale metodologia? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia) 
Al momento il materiale da scavo proveniente dai cantieri viene trasportato impiegando le viabilità previste dal Piano del Traffico approvato con il Piano cave relativo ai lotti 1 e 2 del Terzo Valico (in data 08/06/2015, nell'ambito della L.R. 30/99). Il Piano cave è ora in corso di aggiornamento per ricomprendere anche il lotto 3, nell'ambito di un procedimento autorizzativo in capo alla Regione Piemonte, che ha chiesto a Cociv integrazioni proprio su alcuni nodi critici della viabilità esistente.
  • Perché i mezzi di cantiere che trasportano lo smarino sulla SP163 “della Castagnola” sono dotati di un telo in grado di coprire solo parzialmente il loro contenuto? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
I mezzi autorizzati al trasporto dei materiali da scavo, in qualità di sottoprodotto, sono dotati di telo copri cassone del tipo “apri e chiudi” secondo standard dei costruttori; come da procedura interna, devono essere mantenuti chiusi a pieno carico per evitare eventuali dispersioni di polveri. Si invita pertanto a segnalare eventuali situazioni contrarie a quanto predisposto fornendo data, ora e luogo.
  • Si possono asfaltare le strade di cantiere e interne ad essi in modo tale che il fango raccolto dai mezzi dopo il lavaggio delle ruote non venga più trasportato sulle strade? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
I sistemi lavaruote automatizzati sono installati all’uscita dei cantieri Castagnola, Val Lemme, Deposito Val Lemme, Pozzo Radimero, Imbocco Nord Galleria di Valico, Imbocco Sud Galleria Serravalle (area attrezzata per lavaggio ruote), Imbocco Nord Galleria Serravalle, Cava e Deposito Intermedio Cascina Romanellotta. Tutte le piste di cantiere dal punto di installazione dei lavaruote fino all’uscita su strada pubblica sono già ad oggi pavimentate in calcestruzzo o in asfalto. Si invita pertanto a segnalare eventuali situazioni contrarie a quanto predisposto indicando il cantiere specifico.
  • Quanti veicoli giornalieri trasportanti smarino partono dal cantiere della “finestra” Castagnola per dirigersi verso il deposito di Val Lemme? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Indicativamente nell’ultimo periodo i trasporti di materiali da scavo verso il deposito Val Lemme sono stati mediamente pari a circa 20 viaggi/giorno e si prevede che non possano superare i circa 30 viaggi/giorno fino al termine degli scavi della finestra Castagnola.
  • Chi sta svolgendo e come i controlli sul già realizzato? (16.11.2016, via telefono)
I primi controlli sono già stati effettuati a cura di RFI, tramite la società Italferr del Gruppo FSI. Nell’ambito delle indagini in corso, sono state avviate le verifiche da parte del perito nominato dalla Procura, a fianco del quale opera un perito individuato da RFI.
  • Quante persone sono state per il momento arrestate?  (9.11.2016, via telefono) 
Sono risultate coinvolte dalle indagini e arrestate complessivamente 8 persone tra dirigenti e dipendenti. Cociv ha sospeso dal servizio tutti i dipendenti e dirigenti coinvolti dalle indagini, anche non sottoposti a misura cautelare, revocando loro ogni procura, delega o incarico e precludendo loro l'accesso agli uffici.
  • Come ha fatto Cociv ad aggiudicarsi l'appalto senza alcuna gara? (9.11.2016, via telefono) 
Nel 1991 l’ente Ferrovie dello Stato fu autorizzato dai Ministeri dei Trasporti e del Tesoro a costituire una società concessionaria per la progettazione, costruzione e gestione della nuova rete ferroviaria ad alta velocità (TAV Spa). L’assegnazione diretta fu possibile perché a quell’epoca non era ancora entrata in vigore la direttiva 90/531/CEE. In quel contesto si inquadra la convenzione TAV – Cociv del 1992, con affidamento diretto per l’incarico di realizzazione della tratta Terzo Valico dei Giovi al Consorzio in qualità di general contractor.

L'AMBIENTE

  • Qual è l’origine degli idrocarburi presenti nelle rocce e nelle terre provenienti dai cantieri di Castagnola e Val Lemme? (24.02.2017, un abitante di Voltaggio) 

  • L’origine degli idrocarburi al fronte di scavo è in via di approfondimento. Va però segnalato che Arpa, dopo avere effettuato analisi dedicate, ha escluso che l’origine sia da imputare alle attività di cantiere. Il tema è ora passato all’analisi dell’Osservatorio Ambientale che ha disposto di effettuare ulteriori analisi.
  • Quali accorgimenti sono stati presi per evitare la dispersione delle polveri durante lo stoccaggio del materiale da scavo nei siti di deposito? (24.02.2017, un abitante di Voltaggio) 

  • Durante lo stoccaggio delle terre e rocce da scavo nei siti di deposito – dove può essere conferito solo materiale riutilizzabile, quindi classificato come sottoprodotto e con un contenuto di amianto al di sotto del valore limite di 1000 mg/kg – si adottano specifiche precauzioni finalizzate a un’efficace riduzione della dispersione di polveri nell’ambiente, definite dal Gruppo di lavoro amianto dell'Osservatorio Ambientale. Queste misure comprendono: sistemi lavaruote all’uscita di ogni sito; mantenimento dello stato umido del materiale, trasportato mediante cassoni di trasporto "a tenuta" obbligatoriamente chiusi; limitazione dei percorsi e delle manovre dei mezzi; bagnatura dei materiali in fase di scarico e messa a dimora; pulizia delle piste di transito e dei piazzali, rapida compattazione del materiale inumidito tramite rullo; limitazione dei tempi di esposizione del materiale all'aperto; riduzione delle superfici degli abbancamenti, ovvero dei cumuli formati dai materiali da scavo, e sospensione dei conferimenti durante le giornate ventose; totale copertura del materiale depositato con uno strato di terreno vegetale. Le misure di mitigazione prevedono anche la possibilità di installare barriere antivento. Sul loro rispetto vigilano Arpa, Polstrada, carabinieri, guardie forestali, Polizia urbana, Polizia mineraria, Osservatorio Ambientale, Asl, Spresal, Ministero Ambiente, ciascuno per propria competenza. Ricordiamo infine che durante il conferimento delle terre e rocce che contengono amianto, anche se comunque sempre sotto la soglia di legge, è attivo lo stesso tipo di monitoraggio dell'aria previsto dal Protocollo amianto per i cantieri. I risultati sono trasmessi in automatico sui siti del commissario di governo e dell’Osservatorio Ambientale Terzo Valico, nonché sui monitor installati in ciascuno dei comuni interessati.
  • Dove può essere presa visione del Piano cave aggiornato al novembre 2016 presentato da Cociv? (24.02.2017, via mail) 

  • L’iter di approvazione del Piano cave è tuttora in corso e di conseguenza la documentazione non è ancora pubblica. Per prenderne visione va presentata all’ente che presiede la Conferenza dei servizi, ovvero la regione Piemonte, una domanda di accesso agli atti secondo la normativa vigente (l.15/2005). La documentazione è disponibile anche presso tutte le amministrazioni comunali coinvolte nel procedimento. 
  • È possibile predisporre un’ulteriore campagna di misure e campionamento delle acque nei pozzi delle abitazioni vicine alla Cascina Romanellotta, magari toccando diverse proprietà? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

  • I campionamenti sono definiti dal programma del Piano di monitoraggio ambientale approvato dal Ministero dell’Ambiente, e aggiornato in sede di Osservatorio Ambientale. In base a queste valutazioni intorno a Cascina Romanellotta sono stati individuati alcuni punti ritenuti sufficientemente rappresentativi per descrivere le condizioni delle acque sotterranee. Su questi pozzi vengono eseguite a cadenze prestabilite campagne di monitoraggio per verificare sia la qualità dell’acqua sia la quantità (livello di falda). 
  • Se lo smarino additivato con schiumogeni fosse conferito senza l’opportuna degradazione quali sarebbero gli effetti ecotossici? In particolare, si è sicuri che anche a distanza di anni l’ecotossicità del materiale proveniente da scavi in Tbm abbancato non abbia effetti negativi sull’ecosistema? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

  • Lo smarino additivato con schiumogeni viene conferito nei siti di deposito definitivi esclusivamente quando la concentrazione dei tensioattivi è inferiore alla soglia di riferimento individuata dallo studio ecotossicologico condotto dall’istituto di ricerca Mario Negri e approvato dal Ministero dell’Ambiente. Pertanto il materiale non presenta elementi di tossicità tali da arrecare danni all’ambiente né a breve né a lungo periodo.
  • Perché i materiali conferiti nel deposito definitivo di Cascina Romanellotta emanano un forte odore nauseante? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

  • Non è previsto che i materiali conferiti nel deposito definitivo di Cascina Romanellotta emanino un forte odore nauseante. Pertanto ringraziamo della segnalazione, sulla base della abbiamo invitato il comune interessato (Pozzolo Formigaro) ad avanzare un’apposita segnalazione ad Arpa Piemonte per richiedere eventuali accertamenti.
  • Quali rischi vi sono per le falde vicino a Cascina Romanellotta e al tracciato della galleria artificiale di Pozzolo? In particolare, quali saranno interessate dai lavori? L’eventuale loro deviazione quali aree interesserà? È vero che al momento, dalle misure effettuate, si rileva un loro graduale isterilimento? (10.02.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

  • Il progetto della galleria artificiale di Pozzolo prevede che in fase di scavo le acque di falda siano allontanate con pompe o elettropompe (aggottamento, cioè prosciugamento controllato), per realizzare le strutture in asciutto. Terminate le lavorazioni l’allontanamento viene interrotto e il livello originario delle acque viene ripristinato. Il progetto prevedeva un temporaneo isterilimento della falda solo in una ristretta fascia vicino allo scavo. La previsione è già stata confermata in fase di esecuzione, in quanto tutti i monitoraggi eseguiti hanno registrato un’assenza di ripercussioni nei pozzi del territorio adiacente.
  • Quali sono i risultati delle analisi effettuate nel pozzo interno alla mia abitazione? Si può avere la documentazione ufficiale? (27.01.2017, un abitante di Pozzolo Formigaro) 

  • Per accedere alla documentazione è necessario presentare al settore Cave e miniere della Regione Pimonte specifica richiesta di accesso agli atti secondo la normativa vigente (legge 15/2005). Intanto il servizio Infopoint si è attivato per cercare di ottenere i dati indicati.
  • Chi ha autorizzato l’aumento dei conferimenti di materiali da scavo nel deposito di Voltaggio? Quale ruolo ha avuto il comune in tale procedimento? (25.01.2017, un abitante di Voltaggio) 

  • I conferimenti nel sito di deposito di Val Lemme (Voltaggio) sono stati autorizzati dal Ministero dell’Ambiente tramite il Piano di utilizzo terre (Put), il cui ultimo aggiornamento risale al 6 ottobre 2016. Nel corso del tempo c'è stato un aumento dei conferimenti nel deposito di Val Lemme di 340mila mc (passando così da 1,3 milioni di mc a 1 milione e 640mila mc totali), consentito dal Put in quanto variante considerata "non sostanziale" (cioè che non riguarda la localizzazione dell'opera e/o non richiede nuovi finanziamenti). In merito al ruolo dell’amministrazione sull’aumento di cubatura, l’iter autorizzativo del Put non prevede l’espressione di parere da parte del comune. Per ulteriori approfondimenti in merito alla tipologia di terre e rocce da scavo conferite nei siti di deposito del Terzo Valico e dei relativi controlli si invita a consultare la sezione Cantieri del sito del commissario di governo.  
  • Dato che non risultano attivi servizi di fornitura di acqua tramite cisterne ad abitanti di Fraconalto, l’acqua trasportata nelle cisterne del cimitero a luglio a quale controlli è stata soggetta? (22.12.2016, un abitante di Fraconalto)
I trasporti indicati non sono avvenuti a causa dei lavori del Terzo Valico, ma in seguito a un intervento di adeguamento dell’acquedotto rifornente il comune di Fraconalto da parte dell’ente gestore. Comunque, in generale, l'acqua fornita ai cittadini in situazioni emergenziali proviene da acquedotti che erogano acqua rispondente ai limiti e ai requisiti di potabilità controllati dal gestore del servizio idrico e dagli enti di controllo (Asl).
  • Quali agenti inquinanti sono monitorati dalla centralina presente all'interno del parco giochi della Fraz. Castagnola di Fraconalto? (22.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Presso il parco giochi della frazione di Castagnola vi sono due attività di monitoraggio dell’atmosfera: 
- AMI_FR-005, monitoraggio dell’amianto aerodisperso; 
- ATM_FR-005, monitoraggio del particolato PM10.
  • Il geologo che verifica la presenza di pietre verdi al fronte di scavo è dipendente Cociv o appartiene all'organico di qualche ente pubblico (Arpa, Spresal, eccetera)? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
I geologi oggi utilizzati per le verifiche sulla presenza di rocce verdi al fronte di scavo delle gallerie fanno parte del personale o sono consulenti di Cociv. I geologi riportano le osservazioni effettuate sui materiali del fronte di scavo con una modalità che è stata preventivamente condivisa con il Gruppo di lavoro Amianto dell’Osservatorio Ambientale (OA), che è un organo terzo composto dai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e trasporti, le Regioni Piemonte e Liguria, la Provincia di Alessandria e la Città Metropolitana di Genova e che si avvale del supporto tecnico di Arpa e Arpal. Indipendentemente dal datore di lavoro, il geologo che effettua la valutazione al fronte di scavo è responsabile penalmente del suo operato, secondo il principio che l’omissione di un ritrovamento di pietre verdi al fronte comporta una pena proporzionale al rischio causato.
  • La soluzione progettuale del nuovo allacciamento all'acquedotto relativa al rifornimento di acqua per Arquata e Rigoroso è sufficiente se dovesse verificarsi un isterilimento delle falde attualmente rifornenti le due località? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
La soluzione indicata è una tubazione ulteriore disposta all'interno dello scavo dell’acquedotto alternativo previsto per Sottovalle, fino al serbatoio di alimentazione rifornente le due località. Potrà quindi essere utilizzato nel caso in cui si sperimentasse un depauperamento delle fonti che però non dovrebbe verificarsi, dato che il modello idrogeologico di dettaglio nella zona delle sorgenti di Arquata e Rigoroso esclude una reale interferenza con gli scavi della galleria di Valico.
  • Chi sopporterà i costi del trasporto dell’acqua del nuovo allacciamento all'acquedotto per Rigoroso e Arquata? Ci saranno aumenti nelle tariffe pagate dai cittadini? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
L’aggiornamento del modello idrogeologico non prevede che le sorgenti di Rigoroso e Arquata subiscano depauperamento o rischio di isterilimento. Tuttavia per massima cautela si è voluto dare seguito alle richieste del territorio e si è concordato di posare comunque, all'interno dello scavo per la realizzazione dell’acquedotto di Sottovalle, un’ulteriore tubazione fino al punto del tracciato in corrispondenza del serbatoio di alimentazione di Arquata, anche per un futuro utilizzo delle acque provenienti dalle sorgenti di Borlasca a prescindere dai lavori del Terzo Valico. Le tariffe sono quelle previste dall’Ato e pertanto non subiranno alcun incremento. 
  • La qualità dell’acqua raccolta nei pressi della galleria Borlasca è la medesima di quella delle sorgenti attualmente rifornenti l’acquedotto di Arquata? (13.12.2016, un abitante di Arquata Scrivia)
Come previsto dal progetto definitivo, le acque provenienti dal sistema di captazione presente nella galleria ferroviaria Borlasca andranno ad alimentare l’acquedotto alternativo dell’abitato di Sottovalle. Pertanto, come prevede la legge, la qualità dell’acqua destinata ad alimentare tale acquedotto è stata verificata attraverso il titolo di idoneità all'uso umano. Sulle acque captate nella galleria Borlasca il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (Sian) dell’Asl di Alessandria ha condotto campionamenti stagionali e relative analisi, come previsto dalla normativa vigente, rilasciando giudizio positivo di compatibilità all'uso umano.
  • Quali altri agenti (ndr: oltre all’amianto) inquinanti o pericolosi sono monitorati? Esistono procedure in grado di sospendere le lavorazioni anche per tali agenti? Se sì, quali? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
Tutte le attività antropiche che generano inquinanti riconosciuti come dannosi per la salute sono soggetti alla verifica del rispetto dei limiti definiti nelle leggi e norme ambientali. Se vi sono situazioni che prefigurano potenziali danni alla salute e all'ambiente i tecnici di Arpa operano al fine di impedire che tali situazioni possano persistere attraverso adeguate prescrizioni impartite direttamente o per tramite delle autorità competenti.
  • L’acqua trasportata dalle cisterne per rifornire gli abitanti di Fraconalto durante i lavori da dove proviene? A quali controlli è soggetta? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
Non risultano attivi servizi di fornitura di acqua tramite cisterne ad abitanti di Fraconalto. Relativamente invece al campo base Pian dei Grilli, questo è rifornito da acquedotto pubblico, pertanto le acque sono sottoposte ai controlli di legge da parte dell’ente gestore.
  • A quale processo di bonifica è stato sottoposto il terreno, un tempo ospitante una discarica abusiva, su cui è stato edificato il campo base sito in Pian dei Grilli? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
L’area su cui sorge il campo base Pian dei Grilli è stata oggetto di rimodellamento con movimentazione interna dei materiali da scavo; fanno eccezione alcuni rifiuti rinvenuti (essenzialmente terre e rocce frammiste a misto da demolizione) che sono stati smaltiti presso impianti di recupero autorizzati.
  • È possibile per istituti privati o comitati organizzare monitoraggi alternativi a quelli già esistenti per il confronto dei dati? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Il Ministero dell'Ambiente individua nelle Arpa gli enti di controllo e di monitoraggio per il progetto del Terzo Valico; tale attività è comunque svolta sulla base delle competenze e dei compiti assegnati dalla normativa ambientale, che individua l'Arpa tra gli enti idonei al controllo di legge. In virtù di ciò i dipendenti delle Arpa del Piemonte e della Liguria possono accedere ai cantieri, ai siti di produzione e di deposito del materiale scavato per effettuare le verifiche necessarie. Il monitoraggio alternativo da parte di altri soggetti non incaricati dal legislatore, a nostro avviso, potrebbe dover essere espressamente autorizzato dall'esecutore dell'opera qualora ricada all'interno delle aree di competenza (cantieri e siti di deposito).
  • Per quale ragione la strada SP163 “della Castagnola” viene continuamente sottoposta a lavaggi? Si tratta di semplice pulizia o di messa in sicurezza per potenziali polveri contenenti amianto? (7.12.2016, un’abitante di Fraconalto)
La SP163 viene sottoposta a pulizia del manto stradale per garantire massima tutela dell’utenza stradale rispetto a eventuali residui dispersi dagli autocarri uscenti dal cantiere. Tutti gli autocarri adibiti al trasporto di terre e rocce da scavo prima di uscire dall’area di cantiere sono comunque sottoposti a lavaggio attraverso apposito lavaruote.
  • Come verrà riportata l'acqua nelle sorgenti del Monte Carlo? (9.11.2016 via telefono)
Nella zona di Cravasco (Monte Carlo) erano e sono presenti cinque sorgenti caratterizzate in situazione “ante operam” da una portata idrica modesta (< 1 l/s). Il progetto definitivo individuava un loro rischio di isterilimento connesso allo scavo della “finestra” e di conseguenza ha previsto un’impermeabilizzazione della galleria (tramite metodo full-round) volta a favorire il ripristino della falda acquifera una volta ultimati i lavori. Come previsto, in fase di scavo della galleria le cinque sorgenti hanno registrato un depauperamento a partire dalla fine dell’estate 2014 e si sono impoverite o inaridite nel periodo compreso tra l’autunno 2014 e l’estate 2015. Quindi Cociv ha immediatamente provveduto a garantire ai fruitori delle risorse idriche depauperate un funzionale rifornimento attraverso appositi allacci alla rete acquedottistica locale. Ad oggi, con la realizzazione del rivestimento in galleria descritto in precedenza, anche in presenza delle attuali annate povere di precipitazioni (2015 e 2016), si evidenzia un graduale ritorno alle condizioni idrogeologiche originarie, con un recupero del livello idrico di circa 11 metri. Il totale ritorno alle condizioni iniziali “ante operam” non è tuttavia sempre tecnicamente perseguibile e in considerazione di ciò Cociv ha comunque già provveduto, come previsto dalla delibera Cipe 80/2006, a realizzare gli interventi compensativi definitivi nei riguardi dei legittimi fruitori delle risorse idriche depauperate.

IL TERRITORIO

  • A che punto è la proposta dell'associazione culturale volta alla promozione artistica (dai laboratori didattici per bambini alle mostre su base regionale) presentata in occasione dell’Ost (Open Space Technology) e corredata di progetto di fattibilità iniziale? (02.03.2017, un abitante di Arquata Scrivia) 

  • La proposta dell’associazione culturale da lei indicata, al pari di tutte le altre emerse durante l’Ost dell’ottobre 2016, rientra nell'indagine promossa dal commissario per l’elaborazione di un Progetto di sviluppo condiviso che è tuttora in corso. I risultati dello studio saranno presentati al Tavolo dei sindaci nel mese di maggio 2017.
  • Si può avere un documento contenente una valutazione del rapporto tra la spesa complessiva dell'intervento infrastrutturale e le ricadute per lo sviluppo del territorio? (22.02.2017, via telefono) 

  • Quando fu progettato il Terzo Valico non era richiesto uno studio di questo tipo, ma solo l'analisi costi benefici, resa pubblica da Cociv nel 2003, che non contiene approfondimenti in questo senso. Ora il nuovo corso inaugurato dal Ministro Graziano Delrio ha portato a una revisione generale delle politiche per le infrastrutture e i trasporti, che pone al centro delle decisioni la programmazione e la condivisione delle scelte pubbliche e, sulle opere già progettate o in corso, la revisione del progetto (project review). In questo contesto, nel luglio 2016, in accordo con la Struttura tecnica di missione, il Commissario ha avviato una revisione del progetto del Terzo Valico, affidata a un consulente indipendente (Andrea Debernardi), ora in fase di completamento e da cui deriveranno elementi utili alla valutazione delle ricadute indirette per il territorio.
  • Si può installare una banda larga o comunque un ripetitore per velocizzare la navigazione Internet nella frazione Molini del comune di Fraconalto come opera compensativa? (25.01.2017, un abitante di Fraconalto) 

  • La sua proposta è stata presa in carico e sarà inserita tra i risultati dell’indagine che il commissario sta svolgendo per la stesura del Progetto condiviso di sviluppo dell’alessandrino. La decisione finale sul progetto sarà presa dal Tavolo dei sindaci insieme al commissario.
  • È stato previsto un potenziamento dell’ordine pubblico per far fronte all’improvviso aumento della popolazione di Fraconalto dato dagli operai ospitati nel campo base? (7.12.2016, un abitante di Fraconalto)
Al momento non è previsto aumento del personale adibito a garantire l'ordine pubblico. Tuttavia, all'interno del Protocollo d'intesa per la realizzazione del Progetto condiviso di sviluppo, il comune di Fraconalto ha richiesto che parte dei fondi a sua disposizione finanzino la sostituzione dei corpi illuminanti esistenti con altri più efficienti dotati di tecnologia Led e l'installazione di videocamere di sorveglianza in punti ritenuti strategici per il controllo in ingresso e in uscita dal territorio.
  • In seguito alla realizzazione dei due binari della nuova linea ad alta velocità, quali mitigazioni sono previste per lo stabile adiacente la massicciata del sedime ferroviario in Vicolo Ghiara? In particolare, quale soluzione progettuale si pensa di attuare per il prolungamento del sottopasso vicino alle fondamenta dello stabile sopra citato e per l'interferenza che si verrebbe a creare con il collettore fognario del rio Gazzo? (21.11.2016, un abitante di Novi Ligure)
Il progetto di variante dello Shunt di Novi Ligure, interessato dagli interventi da lei indicati, è attualmente oggetto di una procedura approvativa con Conferenza dei servizi (Cds) che è ancora in corso. Il Comune di Novi Ligure, in seno alla Cds, ha avanzato alcune richieste riguardanti, fra le altre, la modifica del piano del ferro di stazione e uno studio per migliorare l’attuale modalità di smaltimento delle acque afferenti il Rio Gazzo. Queste richieste sono in corso di valutazione da parte dei diversi enti coinvolti, fra cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Piemonte. Per rispondere alla sua domanda è quindi necessario attendere l’esito di tale riscontro per poter definire quali interventi saranno nel concreto inseriti nella variante.

Per trasparenza le risposte sono riportate esattamente come sono state comunicate ai cittadini e riflettono il momento in cui sono state date. In alcuni casi quindi potrebbero non essere aggiornate rispetto alla situazione attuale. Per questo motivo ogni domanda riporta la data in cui è stata posta.