COMMISSARIO DI GOVERNO E AMMINISTRATORE STRAORDINARIO: OBIETTIVO COMUNE IL TERZO VALICO

Il recente decreto con cui il prefetto di Roma ha disposto il commissariamento del consorzio Cociv ha sollevato da parte di alcuni cittadini il legittimo dubbio relativo a quali siano le ragioni per incaricare un nuovo commissario dal momento che c’è già un commissario per il Terzo Valico.

È importante dunque chiarire i rispettivi ruoli di Marco Rettighieri, nominato dal prefetto “amministratore per la straordinaria e temporanea gestione di Cociv” e di Iolanda Romano, da inizio 2016 commissario straordinario di governo per il Terzo Valico, di nomina governativa.

 

L’amministratore per la straordinaria e temporanea gestione di Cociv

 

Il commissariamento di un’impresa privata è previsto dall’art. 32 del Dl 24 giugno 2014, n. 90 (poi convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014). L’articolo prevede che in caso di indagini dell’autorità giudiziaria in materia di concussione, corruzione o turbativa d’asta o in presenza di “situazioni anomale e […] sintomatiche di condotte illecite o eventi criminali” attribuibili all’aggiudicatario di un appalto pubblico, il prefetto della città in cui ha sede la stazione appaltante (in questo caso Roma, sede di RFI) possa disporre misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio delle imprese nell’ambito della prevenzione della corruzione su specifica proposta di Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. 

Le misure variano a seconda della gravità dei fatti accertati e possono prevedere, come nel caso del Terzo Valico, la nomina di un amministratore cui sono attribuiti gli stessi poteri gestionali dei titolari dell’impresa. L’amministratore opera dunque esclusivamente all’interno di un soggetto privato, anche se la sua attività di temporanea e straordinaria gestione dell'impresa è considerata di pubblica utilità. La nomina di Marco Rettighieri ha una durata di sei mesi, prorogabile.

Dalla prima applicazione nel caso della Maltauro Spa nell’ambito di Expo 2015, le società interessate da misure di straordinaria e temporanea gestione sono state circa una cinquantina, con evidenza pubblica sul sito Anac. Il Terzo Valico rappresenta tuttavia il caso di più ampia portata, non solo per le dimensioni dell’opera, ma anche per il suo carattere strategico.

 

Il commissario straordinario di governo per il Terzo Valico

 

Il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 5 agosto 2009 ha individuato gli interventi che per la complessità delle procedure, i riflessi sullo sviluppo economico del territorio, le implicazioni occupazionali e i connessi effetti sociali richiedono una gestione commissariale capace di accelerarne la realizzazione. In base al programma delle infrastrutture strategiche del ministero delle Infrastrutture e trasporti, allegato al Documento di economia e finanza 2015, il Terzo Valico dei Giovi rientra fra questi interventi.

Il commissario straordinario di governo Iolanda Romano, nominata con decreto del presidente del consiglio dei ministri a fine 2015, opera dunque con il mandato di agevolare la realizzazione del Terzo Valico e di promuovere sia le relative azioni di indirizzo e supporto, sia le necessarie intese fra i soggetti pubblici e privati interessati. Tutto questo svolgendo il proprio incarico in autonomia con l’obiettivo di garantire l’interesse pubblico.

Il commissario straordinario non entra dunque nel merito della gestione aziendale di Cociv. Ha un profilo pubblico e il suo mandato di accompagnamento della realizzazione del Terzo Valicoconsiste nell’occuparsi prevalentemente di tutti gli aspetti di connessione tra il contesto territoriale e l’opera stessa, vuol dire per esempio lavorare sui temi dell’impatto ambientale, della sicurezza, delle opportunità di sviluppo del territorio. 

 

La nuova stagione delle opere pubbliche

 

La nomina di un commissario di governo con un profilo come quello di Iolanda Romano, orientato alla mediazione dei conflitti e al rapporto con il territorio, deriva dalla linea politica del ministro per le Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio. La visione strategica del ministro di realizzare opere “utili, snelle e condivise” ha infatti dato il via a una nuova stagione per le infrastrutture e le grandi opere pubbliche, dove la programmazione e la gestione sono separate in funzione di un maggiore controllo e del miglioramento dei progetti già in corso, mentre è completamente rinnovata la progettazione del nuovo.

Passi sostanziali di questa nuova politica sono stati l’istituzione nel 2015 di una nuova Struttura tecnica di missione presso il ministero delle Infrastrutture e trasporti e l’approvazione del nuovo Codice dei contratti (Dlgs 50/2016) che fra le altre novità ha introdotto per grandi opere con determinate caratteristiche l’obbligo del Dibattito pubblico “alla francese”, al fine di coinvolgere le popolazioni interessate preliminarmente alla progettazione (art. 22, "Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico").

Nello svolgimento del suo mandato il commissario Romano ha fatto proprio l’obiettivo di operare per l’utilità pubblica, la trasparenza e la condivisione. Da qui la proposta, accolta dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), di rifondare l'Osservatorio ambientale per il Terzo Valico, rafforzandone le funzioni e spostandolo da Roma ad Alessandria, sul territorio interessato, così come l’auspicio - fin dai giorni successivi all’annuncio il 26 ottobre 2016 degli arresti per corruzione dei vertici di Cociv - di un intervento dell’Anac per la gestione straordinaria del consorzio e per il passaggio della direzione lavori a Rfi, società pubblica dello Stato.